“Parola di Václav Havel” la rivoluzione degli intellettuali che cambiò il mondo

Un periodo storico denso di cambiamenti e passioni. Una battaglia per la libertà combattuta anche a suon di note musicali.

Al Museo d’Arte Costantino Barbella di Chieti, giovedì 19 maggio, alle ore 17 Paolo Verlengia presenta “Parola di Václav Havel. Teatro, rock e resistenza dietro il Muro di Berlino” (Casa Editrice Solfanelli).

Sarà presente anche l’attore Domenico Galasso che reciterà alcuni passaggi del libro facendoci immergere in una storia incredibile.

Il libro fotografa un periodo assolutamente decisivo per la trasformazione della società occidentale, ovvero l’arco temporale compreso tra 1968 e il 1989, con la caduta del Muro di Berlino. In primo piano, la figura di Václav Havel come drammaturgo e le vicende oscure che hanno investito le sue opere.

Sullo sfondo, personaggi straordinari come Tom Stoppard, Kenneth Tynan, Joe Papp, Klaus Junker o Vera Blackwell, la prima traduttrice di Havel in lingua inglese. Ne viene fuori un quadro da spy story, in una Praga kafkiana dove agiscono gli agenti della StB (la polizia segreta cecoslovacca) e gli operatori della DILIA (l’agenzia addetta alla censura).

In un tale sistema, scrittori, editori e traduttori diventano figure sospette e vengono trattate come vere e proprie spie internazionali. Ma se era possibile “bruciare” i libri e chiudere i teatri, più difficile era fermare la musica e le onde radio.

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