Non parliamo di una classifica ufficiale, di quelle che si trovano sul web, è la nostra classifica. Quella dei titoli maggiormente venduti o che hanno preso un posto speciale nel cuore dei lettori. Avremo il piacere di aggiornarla di tanto in tanto per vedere in questa bellissima lotta tra saggi, romanzi, thriller e classici, chi la spunterà.
Kolchoz — Emmanuel Carrère
Nell’infanzia di Emmanuel Carrère c’era un rito domestico chiamato “kolchoz”: la notte in cui lui e le sorelle portavano i materassi nella stanza dei genitori e dormivano tutti insieme. Quel gesto si ripeterà, molti anni dopo, nella camera di un hospice, attorno alla madre morente. Sarà lui a chiuderle gli occhi. Da quel lutto parte un libro che va oltre l’autobiografia, per diventare storia di una genealogia familiare tra Georgia, Russia e Francia, e riflessione sul mondo che stiamo perdendo.
Gli anni in bianco e nero — Francesca Giannone
È la storia di quattro sorelle, Maria, Giovanna, Ada e Mimì, alla ricerca, nel Salento degli anni Sessanta, del proprio destino. Una storia di sogni ostinati che, piano piano, accendono di colore le loro vite in un’Italia che guarda al futuro con occhi nuovi. Le donne vivono all’ombra dei mariti in un mondo dove la legge prevede il carcere per l’adulterio femminile e alle sorelle Elia non è nemmeno permesso andare al cinematografo. Sullo sfondo, le lotte operaie, le occupazioni studentesche e la nascita dei primi movimenti femministi.
L’internato — Sebastian Fitzek
Un bambino è scomparso. È trascorso un anno. Till Berkhoff è condannato all’atroce agonia di non sapere cosa sia successo davvero a suo figlio. Il piccolo Max è svanito nel nulla ormai da un anno, e senza un colpevole, una sentenza, una verità che possa restituire pace o giustizia, il dolore dei suoi genitori è diventato insopportabile. Un uomo, recluso in un ospedale psichiatrico dopo aver confessato due orribili infanticidi, potrebbe essere responsabile anche della scomparsa di Max, ma non sarà facile ottenere la sua confessione. Tra i corridoi claustrofobici di una clinica psichiatrica di massima sicurezza, il confine tra verità e follia si assottiglia pericolosamente.
Un’ottima famiglia — Stefania Andreoli
La storia prende avvio in una tranquilla villetta della provincia padana, dove la festa di compleanno di Filippo, nove anni appena compiuti, si trasforma in tragedia: quando tutti gli invitati sono andati via, il bambino viene ritrovato in fin di vita, agonizzante in una pozza di sangue. Attraverso le deposizioni della sedicenne Giulia, amica del fratello maggiore Christian e voce narrante, affiorano i nodi psicologici e sociali che hanno alimentato la violenza, dai conflitti familiari ai rapporti tra coetanei segnati da gelosie e rancori. Un romanzo che indaga il lato oscuro dell’adolescenza contemporanea, l’assenza di educazione emotiva e l’illusione della famiglia perfetta.
Lo splendore e la polvere — Massimo Recalcati
Una raccolta di interviste e dialoghi che attraversa tutti i temi che caratterizzano la ricerca di Recalcati: i legami familiari, la clinica delle istituzioni, la lettura della vita politica e civile, la psicopatologia dell’anoressia. Lo psicoanalista intreccia riflessioni sul desiderio, sull’educazione, sulla cultura e sul disagio contemporaneo in un volume che raccoglie anni di pensiero e conversazione pubblica.
D’estate e di morte — Romano De Marco
Il libro è ambientato in Abruzzo, in un paesino di montagna. Il racconto parte dall’estate del 1982, l’anno in cui l’Italia vinse i Mondiali di calcio. Per il protagonista Enrico, però, quella stagione è segnata per sempre dall’omicidio della sua ragazza. A decenni dal delitto, tornato in paese per l’anniversario della tragedia, scopre che la storia non è semplice come aveva creduto: spuntano indizi e elementi contraddittori. L’arrivo inatteso di Franca, amica precipitata nel vortice della tossicodipendenza, sconvolge tutti: la donna lancia accuse pesanti, insinuando che dietro l’omicidio si nasconda una verità mai emersa.
Le bambine di Roma — Emanuela Fontana
Giulia e Selene non sono due bambine qualunque, nella Roma del I secolo avanti Cristo. La prima è l’unica figlia di Ottaviano Augusto; la seconda è figlia dell’amore tra Marco Antonio e Cleopatra. Quando la coppia, sconfitta da Ottaviano ad Azio, si toglie la vita, Selene viene condotta a Roma e fatta sfilare come bottino di guerra nel corteo trionfale. È lì che Giulia la vede per la prima volta e ne rimane profondamente colpita. Un romanzo storico che restituisce la voce alle donne e ai vinti, sullo sfondo della Roma augustea.
E così per non morire — Paolo Roversi
Una scia di sangue attraversa Milano e il tempo, unendo epoche lontane in un unico enigma irrisolto. Nel febbraio 2020, mentre il mondo inizia a chiudersi sotto la minaccia di un virus sconosciuto, quattro donne vengono uccise nel giro di poche settimane. La profiler Gaia Virgili si muove in una città svuotata dal lockdown, dove il silenzio amplifica l’ossessione e alimenta la paura. L’indagine diventa un viaggio doppio: nello spazio, tra le strade deserte della Milano contemporanea, e nel tempo, nelle notti febbrili del Boom e degli anni di piombo.
Il libro degli amici — Lisa Wingate
Niente negli studi appena conclusi ha preparato Benny ad affrontare il suo primo incarico da insegnante in una scuola per ragazzi difficili ad Augustine, in Louisiana, nel 1987. Finché un giorno una biblioteca dimenticata, una vecchia Bibbia piena di annotazioni e la piantina di un cimitero nascosto non le forniscono la chiave per risvegliare la curiosità dei suoi ragazzi: un’indagine alla ricerca delle loro origini. L’investigazione li porta nel 1875, al viaggio irto di pericoli di una giovane schiava appena liberata, Hannie, in cerca della famiglia da cui era stata separata a sei anni.
Non ho scelto io di essere così — Michele Mezzanotte
E se ciò che hai sempre vissuto come un eccesso fosse, in realtà, il tuo modo più profondo di stare al mondo? Mezzanotte attraversa il tema della sensibilità intrecciando psicoanalisi, neuroscienze, teoria dell’attaccamento ed esperienza clinica in una riflessione nella quale la sensibilità prende forma come una qualità complessa e preziosa: non una debolezza da correggere, ma una possibilità di conoscenza, relazione e trasformazione.






















